Trolese Benito (1937 - )


Nato a Venezia, nel 1951 inizia a lavorare come soffiatore di vetro a Murano e nel 1956 si trasferisce a Bolzano dove nel 1964 avviene un incontro fondamentale: quello con il pittore Willy Valier. Nel 1969 Trolese dipinge le sue prime opere significative. Ciò che di visionario è nelle sue immagini scaturisce sempre da emozioni reali della vita quotidiana. Si trasferisce a Milano nel 1972. Qui conosce i critici d'arte Carlo Munari e Renzo Margonari: quest'ultimo, in particolare sensibile alle vicende dell'arte fantastica, lo sostiene, presentandolo in diverse mostre di tendenza.
Nel 1976 aderisce al Centro Culturale Bafomet di Firenze. Dal 1981 all'86 Trolese dà vita al gruppo ALEPH con Bardi, Paz, Togo, Seveso, Marasi e Paola Mortara. Nel maggio del 1990 una sua importante mostra personale con opere dal 1973 al 1989 viene ospitata dalla galleria Senato di Milano.
Dal 1986 è invitato a tutte le Triennali dell'Incisione di Milano.
Docente di Tecniche dell' Incisione, prima all'Accademia di Belle Arti di Venezia e poi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, attualmente Trolese è docente di Tecniche dell'Incisione all'Accademia di Belle Arti di Sassari.
Per Trolese l'incisione è linguaggio autonomo e come tale la ricerca del segno va perseguita senza l'apporto del colore. Con rigore tecnico, senza il quale qualsiasi avventura dello spirito si annacqua. Il colore, in quanto risonanza psichica profonda, meglio si adatta alle materie della pittura.  L'incisione in bianco e nero, nei suoi vari procedimenti, è quello che non può essere la pittura: filtro di luce, rappresentazioni astratte di realtà concrete.
Biografia tratta dal sito benitotrolese.it     



Tecnica acquaforte acquerellata
Misure foglio 50x35 cm
Misure immagine 17,5x12,5 cm
Numerazione p. s. + 22/60
Posizione firma in basso a destra
Anno 1979
Tecnica acquaforte
Misure foglio 50x35 cm
Misure immagine 26,5x24 cm
Numerazione 58/80 + 59/80
Posizione firma in basso a destra