Ghermandi Quinto
(Crevalcore, 28 settembre 1916 - Bologna, 18 gennaio 1994)

Scopre giovanissimo la sua vocazione per la scultura. A cinque anni, il suo gioco preferito è realizzare oggetti con la creta, materiale che si procura in una fornace di laterizi situata all'interno della tenuta di famiglia. Ma la decisione di diventare artista matura in lui allorché, sempre bambino, assiste insieme al padre all'inaugurazione del monumento ai caduti della prima guerra mondiale e resta "folgorato" alla vista del complesso scultoreo.
Si forma prima al Liceo Artistico di Bologna con Cleto Tomba, poi studia alla scuola di Ercole Drei, all'Accademmia di Belle Arti di Bologna, dove consegue il diploma in Scultura nel 1940.
Tornato dalla prigionia subita durante la guerra, inizia l'attività artistica e comincia anche ad esporre le sue opere. Nel 1952 partecipa alla XXVI Biennale di Venezia .
Il suo primo approccio con il bronzo (tecnica della fusione a cera persa), materiale che gli consentirà di esprimere appieno il suo talento, avviene nel 1958 grazie all'intuizione dell'imprenditore Giona Baldisserra, suo grande amico e mecenate, che gli commissiona una serie di sculture raffiguranti animali per il suo parco, da realizzarsi appunto in bronzo. In quello stesso anno si aggiudica il Premio Bologna.
L'anno seguente ottiene il premio per la scultura di Carrara e vince, insieme a Lynn Chadwick, il premio internazionale del Bronzetto a Padova. È ormai presente in tutte le più importanti manifestazioni d'arte nazionali e internazionali.
Prende parte alla XXX Biennale di Venezia nel 1960 e poi alla XXXIII nel 1966. Nel 1965 partecipa alla IX Quadriennale di Roma con sale personali. Per tutto il corso degli anni sessanta si susseguono le mostre personali e le partecipazioni a tutte le grandi mostre di scultura organizzate in Europa, Stati Uniti, Giappone, Brasile, Nuova Zelanda, Iran ed Egitto.
Nel 1967 e 1969 vince il premio di scultura al Fiorino d'Oro di Firenze.
È stato titolare della cattedra di Scultura all'Accademia di Belle Arti di Firenze e poi di Bologna, dove, dal 1981 al 1984, ha ricoperto anche la carica di direttore.
È deceduto a Bologna il 18 gennaio 1994.



Tecnica litografia
Misure foglio 50x70 cm
Misure immagine 38x48 cm
Numerazione XIII/XX
Posizione firma: in basso a destra