Garbari Tullio (Pergine Valsugana, 14 agosto 1892  - Parigi, 8 ottobre 1931)

Nell'autunno del 1908 si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Venezia. Qui conobbe alcuni giovani pittori d'avanguardia, insofferenti come lui della pittura accademica, noti poi come ribelli di Ca' Pesaro: Umberto Boccioni, Teodoro Wolf-Ferrari, Felice Casorati, Gino Rossi, Arturo Martini, Umberto Moggioli. Questo fu un periodo di intenso studio e di collaborazione con alcune riviste di avanguardia. Nel 1910 partecipò alla mostra di Ca' Pesaro, per la quale fu incaricato di preparare il manifesto.
Nel 1911 partecipò alla fondazione de La Voce trentina e frequentò gli ambienti de La Voce dove conobbe e divenne amico di Piero Jahier.
Nell'agosto del 1914, per non essere chiamato a prestare servizio nell'esercito Austro-ungarico, passò la frontiera clandestinamente come i fratelli e si recò a Milano. Frequentò gli ambienti culturali milanesi e dipinse il quadro Intellettuali al Caffè (Milano, 1916). I dipinti di questo periodo sono spesso incentrati su temi ispirati ai ricordi trentini. Espose con Carrà alla galleria Chini nel 1917. Subito dopo smise di dipingere.
Nel gennaio 1919, dopo la fine della guerra, tornò a Pergine e si riunì alla famiglia.
Nel 1924 si trasferì a Trento, dove soffrì la fame. Da quest'anno si riaccostò gradualmente alla pittura. Venne invitato ad unirsi al movimento del "Novecento", ma la partecipazione a tale raggruppamento di artisti lo convinse della sua estraneità a quella che era diventata quasi l'arte ufficiale del fascismo.
Progettò con Carlo Belli una scuola di pittura collegata al Santuario di Piné e agli ex-voto contenuti, dimostrando così il suo interessamento all'arte popolare. Studiò Maritain e meditò su molte sue opere. Alcuni critici hanno classificato le opere di quegli anni come "naïf", ma questa definizione è smentita dal percorso culturale, dalla tecnica pittorica, dalle frequentazioni, dalla conoscenza filosofica e dal desiderio di approfondire l'opera di Maritain sul concetto di arte e religiosità. Nel 1927 riprese a dipingere a pieno ritmo, indirizzandosi verso una pittura completamente autonoma rispetto ai movimenti artistici coevi.
In quell'anno espose a Milano, Amburgo, Berlino, L'Aia. Amsterdam, nel gennaio 1928 a Lipsia. Dipinse molte scene di vita contadina e popolare. Nel 1928 partecipò alla XVI Biennale di Venezia e alla prima mostra di arte trentina. Dipinse da quell'anno molti quadri di carattere sacro e popolare. Nel 1929 espose al Circolo Sociale di Trento. L'anno successivo espose a Milano alla Galleria Bardi e nel 1931 alla Quadriennale di Roma, alla Galleria del "Milione" diretta da Edoardo Persico. Nel marzo 1931, già riconosciuto dalla critica tra gli autori della nuova pittura europea contemporanea, partì per Parigi, spinto dal sogno di incontrare Maritain. Qui lo raggiunse Dino Garrone, incontrato l'anno prima, e frequentò Gino Severini, con cui condivideva posizioni artistiche e filosofiche. Espose alla Galérie de la Renaissance. Lavorò con assiduità fino alla morte, avvenuta improvvisamente l'8 ottobre 1931, a 39 anni di età.
(dal sito Wikipedia)



Titolo Schizzi
Tecnica disegno
Misure21,5x32 cm
Posizione firma senza firma
Tecnica disegno a china
Misure 7,5x18 cm
Posizione firma senza firma
Tecnica disegno
Misure 8x12,5
Posizione firma non firmato
Tecnica disegno
Misure 8x8 cm
Posizione firma senza firma
Tecnica disegno
Misure 13x19 cm
Posizione firma senza firma
Tecnica disegno
Misure 7,3x13 cm
Posizione firma senza firma
Tecnica disegno
Misure 9x10 cm
Posizione firma senza firma