Difilippo Domenico - Finale Emilia (1946)


Sin da giovanissimo disegna figure usando come colori carboncini presi dai bracieri e come tela i muri dell’ex convento seicentesco di Santa Chiara, dove abita, presso il nonno materno, dopo la morte del padre. Nel 1959 si iscrive all’Istituto Statale d’Arte “A. Venturi” di Modena.
Dopo un’esperienza Nucleare ed informale con il pittore conterraneo Walter Mac Mazzieri pone le basi di una situazione stilistica, di una declinazione fantastica ed emblematica del surrealismo che verrà definita dagli esegeti del momento Neo-surrealismo storico modenese, non per limitarla, ma bensì per individuarne la germinazione di origine padana (sono questi gli anni tra il ‘69-’74).
Nel 1971, Mario Penelope allora commissario per le arti visive alla “Biennale” veneziana, lo segnala alla rassegna del “Premio S. Marino” (Castello di Serravalle), allo Stato del Titano rimarrà l’opera premiata ed acquistata. Si susseguono personali e rassegne per invito in varie città d’Italia.
Nel 1993 in occasione di un’antologica svoltasi contemporaneamente a Mirandola e a S.Felice, Nicola Micieli cura una completa ed esaustiva monografia che sancisce i primi 30 anni di lavoro di Domenico Difilippo dal ‘63 al ‘93. Nel saggio introduttivo di quest’ultima opera, Micieli ribadisce: Non a caso Difilippo ha definito Astrattismo Magico la sua attuale pittura, e ne ha fissati i punti in un manifesto recentemente pubblicato, Il presupposto dell’astrattismo magico difilippiano è una concezione finalmente « “in positivo” dell’arte, codice aperto, luogo dell’empatia dello sguardo, occasione comunicativa tra sensibilità diverse che incrociandosi innescano la catena delle analogie, in cui consiste, in definitiva, la magia della visione».
Nel 1996, grazie ai suoi titoli artistici, Difilippo è chiamato dal Ministero della Pubblica Istruzione Artistica ad insegnare prima all’Accademia di Belle Arti di Bologna e poi a quella di Firenze. Nel 1997 è chiamato a tenere la prima cattedra di “Decorazione” all’Accademia di Belle Arti di Sassari. Poi sarà la volta di Venezia, Carrara ed infine a Milano. Vive ed opera a San Felice sul Panaro (Modena), dove ha studio e residenza.


VERGINE ASCENDENTE PESCI
Anno 1979
Tecnica litografia
Misure foglio 24x34 cm
Numerazione p.a.
Posizione firma in basso a destra
PRIMAVERA
Anno 1980
Tecnica china e acquerello
Misure 36,5x25 cm
Posizione firma in basso a destra
QUATTRO PAGINE DEL MIO RACCONTO
Tecnica serigrafia
Misure foglio  24X30 cm
Numerazione  35/130
Posizione firma  in basso a destra
Note: dalla cartella omonima della “Edizioni Galleria d’Arte l’Occhio”
QUATTRO PAGINE DEL MIO RACCONTO
Tecnica serigrafia
Misure foglio  24X30 cm
Numerazione  35/130
Posizione firma  in basso a destra
Note: dalla cartella omonima della “Edizioni Galleria d’Arte l’Occhio”
QUATTRO PAGINE DEL MIO RACCONTO
Tecnica serigrafia
Misure foglio  24X30 cm
Numerazione  35/130
Posizione firma  in basso a destra
Note: dalla cartella omonima della “Edizioni Galleria d’Arte l’Occhio”
QUATTRO PAGINE DEL MIO RACCONTO
Tecnica serigrafia
Misure foglio  24X30 cm
Numerazione  35/130
Posizione firma  in basso a destra
Note: dalla cartella omonima della “Edizioni Galleria d’Arte l’Occhio”