Casorati Francesco
(Pavarolo, 1934)

Francesco è un figlio d'arte: il padre Felice è un grande maestro.  Francesco frequenta il Liceo Artistico e si iscrive alla Facoltà d'Architettura. Già a quindici anni decide di fare il pittore. Se I'influenza del padre non si fa sentire nel linguaggio, la formazione del giovane artista risente comunque delle «prediche» di Felice: bisogna dipingere dal vero, esercitarsi sul paesaggio, lavorare sulle nature morte.  II giovane pittore segue costantemente, e con coerenza, due filoni di poetica, I'uno in diretto proseguimento dell'istinto disegnativo infantile, I'altro a modificazione di questo «istinto» messo a contatto con la «cultura» figurativa, intesa nel senso più ampio del termine, in cui è coinvolto.  Nel 1954 presenta la prima personale che espone a Milano.   E’ accettato un suo lavoro alla biennale di Venezia, ma Felice, in Commissione di giuria, non aveva voluto che il quadro del figlio fosse esposto.  Solo nel 1956 Francesco avrà così modo di proporre alla manifestazione internazionale tre suoi olii.
Nel “suo ritorno ad un fare pittorico «tradizionale» dal punto di vista degli strumenti impiegati, equilibrato e prezioso nella qualità delle «figure», puntualmente riconoscibili e facilmente leggibili nella favola-racconto-denuncia, è sottesa I'influenza di Felice, che rifiutava certe avanguardie, e gli -ismi-, non tanto per atteggiamento precostituito quanto per «scelta» sul significato del fare dell'arte”, scrive Anty Pansera



IL RECINTO
Anno 1986
Tecnica acquatinta su zinco a due colori
Misure foglio  19,8x19,7 cm
Misure immagine 9,6x12  cm
Numerazione  73/120
Posizione firma  in basso a destra